Opera

Oggi per i bambini, nella Casa Generalizia in via dei Carraresi, funzionano tre scuole paritarie, la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, dotate di ogni attrezzatura, aperta a tutti i ceti. Ne fruiscono molti fanciulli, anche extracomunitari, che vi trovano un ambiente accogliente e solidale, oltre ad un insegnamento qualificato e molto attento ai valori morali e religiosi. Proseguono il cammino voluto dalla Madre anche le scuole dell'Infanzia a Bevagna e a Cerreto di Spoleto, in provincia di Perugia, dove la fulgida figura di Madre Elisa è sempre ricordata con affetto e gratitudine.

A Roma, i suoi poveri che non l'hanno dimenticata, la vengono a trovare tutte le domeniche: arrivano all'Istituto già alle sei del mattino e trovano ad accoglierli le suore, che, con alcuni volontari, offrono loro una buona colazione calda, la possibilità di farsi la doccia, biancheria ed abiti puliti. Possono esporre le loro difficoltà e i loro bisogni, certi di trovare qualcuno che li ascolta e fa di tutto per aiutarli. Alle nove e trenta viene celebrata la S. Messa, alla quale però non c'è obbligo di partecipare, nel rispetto delle credenze di ciascuno. Quindi viene preparato per loro un gioioso pranzo, completo dall'antipasto al dolce. In tutto questo le suore sono aiutate dai volontari laici della Comunità "Matteo XXV", ma è la Provvidenza Divina che fornisce in abbondanza il necessario. I poveri con il passare del tempo sono aumentati ed ogni settimana ne arrivano circa 500: sono barboni, extracomunitari, sbandati, bisognosi, gente che vive ai margini della società, che vengono molto volentieri nella Casa delle suore Oblate, perché vi sono accolti con amore, il pranzo viene loro servito con eleganza, su tovaglie pulite, con i fiori sul tavolo e soprattutto perché si sentono trattati da "persone" con una loro dignità, come raccomandava sempre Madre Elisa, che voleva che almeno un giorno alla settimana essi potessero sentire il calore di una casa e ricevere un momento di consolazione e di affetto, come in una famiglia; quello che la Madre chiamava una "briciola d'amore".

I poveri poi vengono seguiti uno per uno neri loro bisogni, negli ospedali nelle carceri e in tutte le loro necessità materiali, sempre con discrezione, carità, pazienza e amore, poiché Madre Elisa ripeteva sempre che il povero è Gesù che viene in mezzo a noi e per questo deve essere trattato con dolcezza, amore, dignità e rispetto.

La Madre dal cielo veglia e protegge le sue "Creature": i bambini, le famiglie, i poveri, le suore, la Comunità "Matteo XXV", mantenendo la promessa fatta in punto di morte: "non vi preoccupate, dal Paradiso vi farò piovere tutto il necessario". E fino ad oggi nonostante le tante difficoltà, la sua Opera prosegue come un faro nella notte in un monto dove dilagano l'egoismo e l'indifferenza.